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Oct 16, 2014

15 Cose che ogni papà con delle figlie dovrebbe sapere

"Sarà tosta per te quando diventeranno adolescenti". "Ciccio, sei circondato dalle donne". "Che cos’hai fatto di male per meritartelo?".  Facendo da papà a quattro figlie (abbiamo anche un figlio maschio), sento roba del genere quasi ogni giorno. E francamente sono io a compatire la gente che la pensa così.  Avere delle figlie è una delle gioie più grandi che io possa immaginare. In casa abbiamo un modo di dire: "Oggi ti voglio più bene di ieri". Crescere delle ragazze è un privilegio, non un peso.  Non è che tutto mi sia chiaro, ma ci sono quindici cose che ho certamente imparato durante questi ultimi undici anni, crescendo le mie ragazze. 

1.Vuole essere amata. Più di quanto desideri la roba che le puoi comprare, o le cose che le puoi insegnare, vuole essere amata da te. Nessun altri sulla terra potrà mai assumere il tuo ruolo di papà. Tua figlia ti deluderà, farà dei grandi errori, e forse, per qualche ragione, finirà perfino col voltarti le spalle, ma non lasciare mai che dubiti del tuo amore per lei. Guardala negli occhi e dille che le vuoi bene. Spesso. 

2. Influenzerai la sua futura scelta di un partner. Sì, è un pensiero spaventoso, ma il genere di uomo che sei avrà un impatto diretto sulla persona che un giorno deciderà di sposare. Per anni e anni, la nostra terza figlia mi ha pregato di sposarla una volta che fosse diventata adulta. Le ho dovuto spiegare che ero già sposato con la sua fantastica madre. Se fai bene il tuo lavoro, vorrà sposare qualcuno come te, un giorno. 

3. Ascolta la sua musica. Quando le mie ragazze sono in auto con me, ci puoi incrociare mentre ci mettiamo a cantare ascoltando su Pandora la musica di Taylor Swift, One Direction, Cody Simpson, Kidz Bop Radio, Katy Perry, insomma avete capito. Non proprio il genere di canali radio che ascolterei per conto mio (con una sola eccezione - adoro Taylor Swift), ma se entusiasma loro, entusiasma anche me. 

4. Lei osserva come tratti sua madre. Di tutta questa lista, se devi salvare un solo punto, fai che sia questo. Una delle cose migliori che potete fare per vostra figlia è amare e rispettare sua madre. È facile essere concentrati sui propri figli. Passare da una delle loro attività all’altra. Ma lotta per il tuo matrimonio, e fanne una priorità. Le stagioni della vita in cui perdo di vista il mio rapporto con Brooke (mia moglie) sono le stesse in cui i nostri figli hanno più problemi. Non penso che sia una coincidenza. Ama tua moglie, prenditi il tempo per uscire con lei, portarla in viaggio, e mostrare ai tuoi figli che è prioritaria rispetto a loro. 

5. Non scomparire man mano che cresce. La nostra figlia più grande ha quasi undici anni, per cui non stiamo ancora attraversando i temuti anni dell’adolescenza, ma io dico: non mi tirerò indietro. I papà che hanno fatto più strada di me tendono a rimpiangere il fatto di non essere stati maggiormente coinvolti sentimentalmente con le loro figlie adolescenti. Sarà imbarazzante per tutti, ma mi ci tufferò. Mestruazioni, fidanzati, ascelle da radere, Snapchat, qualunque cosa sia. Le mie ragazze non noteranno alcuna differenza nel mio impegno quando avranno quindici anni rispetto a quando ne avevano cinque. Non scomparire quando i loro sentimenti e i loro corpi iniziano a cambiare. 

6. Insegnale come fare i push-up. Nessuno mi scambierebbe per Billy Blanks, ma in famiglia la salute e il benessere li prendiamo sul serio. Le mie ragazze non sono delle mammolette. Sanno come fare dei veri push-up. Fanno sport come si deve. Ritengono che “tiri come una ragazza” sia un complimento, non un insulto. Ci si mettono. E più delle loro doti fisiche, le stiamo crescendo mentalmente resistenti. Come la mamma. In un mondo in cui la femminilità si associa fin troppo spesso ad abiti da principessina e fiabe, le mie ragazze sono belle toste. 

7. Crea i tuoi ricordi. Un amico una volta mi ha detto che il mio lavoro è quello di Mastro dei Ricordi di casa. È un po’ morboso, ma su questa terra mi restano fra i 50 e i 60 anni al massimo. E non è tanto tempo, per cui mi impegnerò a documentare quanti più ricordi possibile in compagnie delle mie ragazze. Celebriamo momenti importanti come il viaggio per i dieci anni, ma prendiamo sul serio anche le piccole cose. Le serate di famiglia al cinema il venerdì sera. Le grandi colazioni del sabato mattina. Le passeggiate dopo la chiesa. Non necessariamente qualcosa di costoso o impegnativo, ma con un senso. Riempi il diario emotivo di tua figlia di suoi ricordi in compagnia del padre. 

8. Insegnale che non tutto la riguarda. Qualcosa di stupefacente accade quando finalmente capiamo che l’universo non gira intorno a noi. Non ne stiamo modellando uno perfetto per le nostre ragazze, ma stiamo cercando di mostrare loro che la vita migliore è quella in cui ci doniamo. Per servire gli altri. Per arrivare ultimi. Per non avere sempre ragione. 

9. Fatti vedere nei suoi momenti importanti. Come papà di figlie piccole, molti di noi si ritrovano contemporaneamente impegnati nelle proprie rispettive carriere. Ragion per cui non è possibile farlo ogni volta, ma fai almeno lo sforzo di esserci. Anche se non è il tuo momento preferito. Odio quella pubblicità del padre che si guarda la partita sul cellulare durante il saggio di danza della figlia. Amo seguire una partita di football quanto chiunque altro, ma batti le mani per il saggio di tua figlia tanto quanto lo faresti sul divano guardando lo sport. 

10. La vicinanza non è presenza. Lo dimentico spesso, ne sono colpevole. Il fatto di esserci non significa che tu sia veramente lì. Soprattutto in un’epoca di costanti flussi d’informazione e intrattenimento. Spegni il tuo cellulare quando torni a casa dal lavoro. O almeno lascialo in un’altra stanza. A tua figlia non potrebbe importare di meno del tuo feed di Twitter, delle tue mail, del fantacalcio, o dei tuoi messaggi di gruppo. Ciò che le importa è trascorrere il tempo con te. Giocare con te. Stare con te. 

11. Pettinala e dalle lo smalto. È Brooke a farlo il 99 per cento delle volte, ma alle mie ragazze ricordo sempre che papà è in grado di fare una coda di cavallo che levati. E posso dar loro lo smalto come solo un campione sa fare. Diamine, a volte loro hanno dato lo smalto alle mie. Mostrale che un uomo sa essere gentile. 

12. Esci con lei. Vorrei poter dire che lo faccio regolarmente, ma anche solo ogni qualche mese è meglio che mai. Uscire con tua figlia è d’importanza critica per mostrarle come un uomo dovrebbe trattare una donna. Chiamatemi vecchio stile, ma quando esco con le mie ragazze apro loro le porte, pago il conto, le guardo negli occhi e le faccio sentire preziose. Che non vuol dire spendere tanti soldi. Un giro dell’isolato. Una breve pedalata. Una capatina dal gelataio. Niente di necessariamente lussuoso, ma ancora, dev’essere carico di senso. 

13. Il suo cuore è più bello del suo aspetto. Sai, papà? Dire a tua figlia che ciò che le farà fare strada nella vita è quel che ha dentro, e ripeterglielo milioni di volte, è il tuo lavoro. In casa parliamo di cuore, ma può essere la sua forza d’animo, la sua autostima, la sua essenza. Crescere delle ragazze in questo mondo incentrato sulla sensualità non è facile, ma non dovranno accontentarsi della convinzione che essere carine significhi infilarsi in una taglia 0, oppure mettere in mostra ogni centimetro della loro pelle quando entrano in una stanza. 

14. Non fare una piega. Kenny Chesney aveva ragione (https://www.youtube.com/watch?v=4f0p5KqdU9U). Ti chiama papà. Goditi il ruolo — passa in fretta. 

15. Mi potrai mai perdonare?. Dimentico i punti dall’1 al 14 più di quanto non mi piacerebbe ammettere. Faccio del mio meglio. E anche tu. Ma quando sbaglio, quando ferisco i suoi sentimenti, e quando i miei intenti risultano migliori delle mie azioni, sto imparando a chiederle perdono. Non delle semplici scuse, ma una sincera richiesta di perdono. Un papà modello è colui che scende al suo livello e ammette che non ha sempre tutto sotto controllo. E lei ti perdonerà per questo. 

Papà, il vostro ruolo è prezioso. Amate le vostre figlie al meglio

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Oct 5, 2014

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Oct 4, 2014

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Oct 4, 2014

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Oct 3, 2014

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Sep 27, 2014

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Sep 27, 2014

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Sep 26, 2014 / 1 note

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Direi che per questa sera ho dato, posso andare a dormire sereno #climbing #pit #Boulder #scarpa #Climb
Sep 18, 2014

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Sep 18, 2014 / 1 note

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Sep 18, 2014

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Sep 10, 2014

Condannati

Condannato o condannati? L’alpinismo, gli alpinisti e la passione. Di Ivo Ferrari.
Una passione, anche quella per l’alpinismo e l’arrampicata, richiede molto, a volte anche troppo. E’ una condanna necessaria? Forse sì, perché anche la felicità dell’arrampicata e dell’alpinismo ha un altro lato della medaglia, che occorre saper riconoscere e anche accettare e “governare”. E’ la nostra passione, e forse ne siamo condannati aldilà del bene e del male. Ecco come Ivo Ferarri ci racconta la sua “condanna”.

Un attimo di tempo libero, una giornata di tempo libero, nessun impegno, tante cose rimaste da fare ma nessuna voglia di fare, io sono stato “condannato”. Il Sole è alto nel cielo, quel cielo azzurro come vorresti che sia sempre, l’aria ha pulito tutto… cammino verso la linea, la conosco la linea, ne conosco gli appigli, il vuoto che mi dà, le difficoltà e l’adrenalina che produce, la conosco, ma oggi c’è il sole che scotta, oggi ho tante cose da fare, quelle cose senza obbligo, ma pur sempre da fare e io… immergo le mani nel sacchetto pieno di bianco ed inizio a salire, tocco, tiro, spalmo e spingo… salgo, io sono stato “condannato”.

La difficoltà si alza piano piano, ma conosco questo tipo di “durezza”, ci vengo spesso nel tempo libero, quel tempo che col tempo è diventato un obbligo, quel tempo che vorrei forse dedicare ad altro, ma io sono stato “condannato”. Sotto lo strapiombo, al riparo dal sole mi fermo, il sudore mi brucia negli occhi, fa caldo, troppo caldo per essere quassù, nascosto sotto l’unico punto ombroso.

Immergo le mani, asciugo la fronte e tiro con forza quei minuscoli appigli, niente eleganza, soltanto forza che non ho, soltanto il sapere che oggi ho sbagliato qualcosa, oggi, ieri e forse domani, chissà perché ad ogni minuto, momento o giorno libero, debba sempre scontare la mia “condanna”, salire, sempre verso l’alto, sempre, col caldo e con il freddo e… quello che dovrei fare, ho altro da fare?

Supero lo strapiombo e, in un bagno di sudore percorro a ritmo di una lumaca il diedro sovrastante, le dita dei piedi mi fanno male, le scarpette comode sono immancabilmente diventate calde e scomode, spacco con le mie lunghe gambe, ora, spingo e cerco di non tirare, gli appigli sembrano sfuggirmi da sotto le dita delle mani. Fa caldo, anzi, caldissimo!

Letteralmente prosciugato esco sulla verde Cima, che proprio una cima non è, un verde posto orizzontale, dove mi libero delle scarpette, tolgo la maglia, mi irrigidisco sapendo che solo così, riuscirò a scacciare il nervoso di una giornata sbagliata, mi sdraio e riprendo il mio bradicardico battito… toc, toc, toc!

Sul sentiero, quasi allo scooter, incontro un ragazzo, cammina guardano verso il basso, serio e sotto un enorme zaino, si ferma, ci guardiamo e senza dirci niente, entrambi capiamo che… siamo dei “condannati”.

Ivo Ferrari

regram @camiperse
#rockmaster #alexpuccio #girlspower #bulder 💪 🔝
Sep 1, 2014

regram @camiperse
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Preview, #water #girl #Bath #flower
Aug 16, 2014

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Shooting GasJeasn
Aug 1, 2014

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